I desideri: lo specchio di ciò che vuole fiorire nella nostra vita
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Viviamo spesso con l’attenzione rivolta a ciò che dobbiamo fare: impegni, ruoli, responsabilità. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è una voce sottile che continua a farsi sentire: il desiderio.
I desideri non sono capricci né illusioni. A volte mi piace chiamarli sogni, ma credo riguardino molto di più il mondo terreno e pratico: la nostra volontà, la nostra disciplina, la capacità organizzativa. Molto più di una dimensione onirica ed evanescente, quasi irraggiungibile.
I desideri sono segnali. Messaggi che arrivano da una parte profonda di noi e ci raccontano cosa sentiamo mancare, cosa vorremmo nutrire, cosa potrebbe rendere le nostre giornate più piene e autentiche.
La legge dei 101 desideri: un esercizio di ascolto profondo
Forse hai già sentito parlare della legge dei 101 desideri.
È una pratica semplice ma potente: scrivere 101 desideri, uno dopo l’altro, senza filtri. Non si tratta di desideri “giusti” o “ragionevoli”, ma di quelli veri. Piccoli o grandi, materiali o interiori.
Il punto non è realizzarli tutti, almeno non subito, ma portarli alla luce.
Quando iniziamo a scriverli, accade qualcosa di interessante: ci accorgiamo che molti desideri parlano di benessere, di tempo, di energia, di equilibrio. Parlano del bisogno di sentirci meglio nel nostro corpo e nella nostra vita quotidiana.
I desideri come bussola, non come pressione
Spesso siamo abituate a pensare che desiderare significhi pretendere di più da noi stesse. In realtà è l’opposto.
Un desiderio autentico non crea tensione, ma direzione.
Non chiede perfezione, ma presenza.
Quando feci per la prima volta la mia lista dei 101 desideri – una tecnica resa popolare da Igor Sibaldi – mi resi conto di quanto fosse un esercizio potente legato alla crescita personale e all’auto-consapevolezza.
La lista va scritta a mano. I desideri devono essere personali, concreti e positivi e iniziare sempre con “Io voglio”. Devono essere obiettivi raggiungibili e specifici, non concetti astratti. Vanno chiesti solo per sé stessi, non per gli altri, sintetizzati al massimo in 14 parole, unici e non ripetitivi.
Possono spaziare da obiettivi lavorativi e professionali, a esperienze di viaggio, cambiamenti fisici o acquisizione di nuove competenze. La lista va riletta e aggiornata periodicamente, e i desideri sui quali ci focalizziamo vanno riletti quotidianamente.
Dal desiderio all’azione gentile
Facciamo un esempio con un tema a me caro. Immaginiamo di scrivere nella lista il desiderio:
“Io voglio fare movimento ogni giorno.”
Il concetto di muoverci per sentirci meglio e migliorare il nostro benessere psicofisico è comune a molti, ma sono poche le persone che hanno una routine di movimento quotidiana davvero sostenibile.
Desiderare di stare meglio, di muoversi con più piacere, di avere più energia durante la giornata non significa voler cambiare chi siamo, ma prenderci cura di ciò che siamo oggi.
C’è un passaggio fondamentale che trasforma i desideri in alleati: tradurre l’intenzione in piccoli gesti quotidiani. Non servono rivoluzioni. Spesso basta una routine semplice e sostenibile:
- qualche minuto di movimento consapevole
- un rituale mattutino che ci faccia iniziare la giornata con più centratura
- una pausa di ascolto del corpo
- una pratica che ci faccia sentire presenti, non per forza performanti
Quando il desiderio incontra la realtà quotidiana, nasce il cambiamento vero. Questo l’ho sperimentato negli anni su di me e sulle donne che ho seguito attraverso i miei percorsi.
Il corpo come luogo in cui i desideri prendono forma
Molti desideri passano dal corpo, soprattutto nelle diverse fasi della vita di una donna.
In peri-menopausa, menopausa e post-menopausa, il corpo cambia linguaggio: chiede ritmi diversi, attenzioni nuove, maggiore ascolto.
In questi momenti, desiderare di stare meglio fisicamente non è vanità:
è saggezza.
E capire come farlo diventa un’arte.
Il movimento quotidiano, se adattato e personalizzato, diventa uno strumento potente per sostenere energia, umore, forza e fiducia in sé.
Coltivare i desideri come atto di amore verso sé stesse
I desideri non vanno giudicati né messi a tacere. Vanno ascoltati, accolti e accompagnati con gentilezza.
Forse oggi il tuo unico desiderio è rallentare.
O sentirti più forte.
O ritrovare piacere nel movimento.
O semplicemente tornare a sentirti a casa nel tuo corpo.
Qualunque esso sia, merita spazio. Perché una vita più piena non nasce da ciò che facciamo di più, ma da ciò che facciamo con più intenzione.E spesso tutto inizia da una semplice domanda:
“Cosa desidero davvero, oggi?”
Io desideravo, insieme ad altri 100 desideri, una routine di movimento da gestire in autonomia, che non mi costringesse a uscire di casa in orari prestabiliti o a iscrivermi in palestra. In un periodo particolare della mia vita, in cui sentivo il bisogno di ottimizzare i tempi per dedicarmi a ciò che amavo di più, volevo un rituale efficace e potente nel tempo, ma appagante nell’immediato.
Ci ho messo un po’ a riuscirci, ma oggi posso finalmente confermare di avere il mio programma personalizzato di movimento e aromaterapia: muscoli e ossa sostenuti, metabolismo attivato, centratura, stato di calma e forza come focus quotidiano.
Se anche per te questo è uno dei desideri della tua lista e senti che è il momento di occupartene, puoi approfondire questo argomento qui: https://barbaracanal.it/percorsi/
Ti auguro una lista autentica, che diventi il tuo punto di partenza per realizzare, uno dopo l’altro, con determinazione e costanza, i tuoi 101 desideri.
Sarà uno stimolo importante, credimi, e una grande soddisfazione depennarli osservando il miglioramento che hai costruito nella tua vita.
Se non lo hai già fatto, inizia ora.
Al prossimo blog!
Barbara
